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Sovrappeso e obesità

Sovrappeso e Obesità

Con i termini di sovrappeso e obesità si definisce un eccesso di grasso corporeo rispetto all’altezza; questo eccesso è modesto nel caso del sovrappeso e più rilevante nel caso dell’obesità

Per sovrappeso e obesità si intende un eccesso di peso rispetto all’altezza. Se l'eccesso di peso è contenuto entro certi limiti si parla di sovrappeso, mentre se l'eccesso di peso è molto grande si parla di obesità (figura 1). Quindi la differenza fra sovrappeso e obesità sta nella quantità di peso eccedente rispetto all’altezza. Per essere più precisi, l'eccesso di peso deve essere costituito da grasso (tessuto adiposo). Facciamo un esempio: un bodybuilder può anche essere molto più pesante in rapporto alla sua altezza, ma se l’eccesso di peso è costituito da muscoli molto sviluppati (e non da grasso), non possiamo dire che è un soggetto sovrappeso. Quindi, la definizione più corretta di sovrappeso e obesità è la seguente: “il sovrappeso e l'obesità sono un eccesso di massa grassa rispetto all'altezza”.

Cause dell’obesità: perché si diventa obesi

Le cause finali di questo disturbo alimentare sono ben note: l'eccesso di peso e l'obesità sono nel 95% dei casi il risultato di uno squilibrio energetico fra calorie immesse e calorie consumate dall’organismo. L'energia in eccesso viene immagazzinata dall’organismo sotto forma di grasso. Solo nel 5% dei casi, l’eccesso di peso può essere conseguenza di un’altra malattia, per esempio una disfunzione della tiroide (ipotiroidismo) o essere conseguenza dell’assunzione di alcuni farmaci che facilitano l’accumulo di grasso (es. cortisone, farmaci per la cura di alcune malattie mentali, etc). Figura 1. Classificazione del peso secondo gli standard internazionali. Per gentile concessione di www.nutrizioneesalute.it

Classificazione del peso secondo l'indice di massa corporea (IMC) - Dr. Paride Iannella

E’oggi ben noto che alcune etnie sono più inclini di altre ad aumentare di peso (es. indiani d’America, messicani, arabi, etc) in conseguenza del loro patrimonio genetico. Tuttavia l'aumento costante del numero di persone obese osservato negli ultimi 30 anni in tutto il mondo si è verificato troppo rapidamente per essere spiegato da cambiamenti genetici. Dobbiamo quindi ipotizzare che l’obesità sia causata da uno stile di vita occidentalizzato, caratterizzato da:

 

  • eccesso alimentare (benessere diffuso);
  • limitata l'attività fisica (automazione diffusa).

Conseguenze dell’obesità

La maggior parte delle persone obese che si rivolge ad uno specialista per perdere peso lo fa per ragioni estetiche o per il disagio sociale provato a causa dell’obesità. In realtà l’obesità è una vera e propria malattia metabolica che comporta numerose effetti dannosi sulla salute e riduce l’aspettativa di vita. Un obeso vivrà mediamente meno a lungo e con “più acciacchi” rispetto ad un soggetto non obeso a parità di altre condizioni. L'obesità aumenta il rischio di andare incontro a varie malattie e l’aumento del rischio di sviluppare tali malattie aumenta proporzionalmente con il grado di obesità (tabella 1).

Tabella 1. Rischio di sviluppare malattie negli adulti e nei bambini obesi.
Adulti Bambini
Diabete di tipo 2 Obesità in età adulta
Pressione alta Pressione alta
Infarto cardiaco Alterata tolleranza agli zuccheri
Infarto cerebrale (ictus) Diabete-2 precoce (prima dei 50 anni)
Alcuni tumori Deformazione arti inferiori (valgismo)
Apnee notturne e aritmie Alterazioni muscolo-scheletriche
Osteoartrosi Disturbi psicologici e bassa autostima
Fertilità (nella donna)  

Come si misura il sovrappeso: chi è obeso?

L'Indice di Massa Corporea (IMC), noto anche con la sigla inglese BMI (Body Mass Index o BMI) è la misura comunemente utilizzata per valutare se un soggetto è nel range di peso ottimale. L’IMC si calcola dividendo il peso in chilogrammi per l’altezza al quadrato (kg/m2). Facciamo un esempio: una donna pesa 76 kg ed è alta metri 1,68.

Se calcoliamo il suo IMC otteniamo:

Come si misura il sovrappeso: chi è obeso

Cosa significa avere un IMC = 26,9? Questa donna è nella normalità di peso? E’ sovrappeso? E’ sottopeso? Per rispondere a questa domanda si deve consultare la seguente tabella, utilizzata a livello internazionale per stabilire non solo chi è obeso e chi no, ma anche il grado di obesità (tabella 2).

Tabella 2. Classificazione del peso corporeo in relazione all’altezza.
IMC Definizione del peso Rischio di sviluppare malattie
Minore 18,5 Sottopeso o magrezza patologica Poco più elevato
18,5-24,9 Normopeso Livello base
25-29,9 Sovrappeso Leggermente aumentato
30-34,9 Obesità di grado I Moderato
35-39,9 Obesità di grado II Elevato
Maggiore 40 Obesità di grado III Molto elevato

Sulla base dei dati della tabella 2 la donna del nostro esempio, con un IMC di 26,9 è in sovrappeso. Il suo rischio di sviluppare malattie è di poco aumentato rispetto ad un peso normale, ma è molto inferiore rispetto ad una obesità di grado III.

Come si cura l’obesità: abitudini alimentari e stile di vita

Se, come detto precedentemente, le cause dell’obesità sono l’eccessivo introito di calorie e la sedentarietà, la riduzione del peso non può che basarsi su una dieta povera di calorie (dieta ipocalorica) e sull’aumento dell’attività fisica. Purtroppo le cause per cui un soggetto mangia più del dovuto per anni fino a diventare obeso non sono note. In natura gli animali in libertà non diventano mai obesi perché sono capaci di regolare l’introduzione del cibo. Non è nota la ragione per cui la specie umana ha perso la capacita di autoregolarsi.

Stile di vita e obesità

Ciò che in apparenza appare assai semplice a farsi, nella pratica richiede una grande dose di determinazione ed una capacità di cambiare radicalmente le abitudini di vita. La prima regola per ridurre con successo il proprio peso consiste nell’apportare cambiamenti lenti e costanti al proprio stile di vita. Ciò richiede tempo, perseveranza ed una formidabile riorganizzazione delle abitudini e degli orari: in una parola, cambiare modo di vivere!

Il 90% dei fallimenti delle diete dimagranti è dovuto all’incapacità del soggetto di cambiare in modo duraturo il proprio stile di vita. Aumentare l’attività fisica, in qualunque modo, è un must per chiunque voglia perdere peso. L'attività fisica deve essere parte integrante della giornata. Molti chiedono al nutrizionista quale sia l’attività fisica migliore. La mia risposta è sempre la stessa: “trovi l'esercizio che le piace di più e provi a farlo diventare parte della sua routine quotidiana. È importante che lei lo viva come una parte piacevole della sua giornata e non come una punizione! Non usi ascensori o scale mobili e cerchi di posteggiare la sua auto lontano dal luogo di lavoro per camminare il più possibile a piedi ed a passo spedito. Limiti al minimo indispensabile il tempo trascorso davanti ai dispositivi elettronici (televisore, play station etc)”. Queste sono le regole semplici e basilari per cambiare stile di vita.

Obesità dei bambini e abitudini alimentari

Per quanto riguarda l’obesità dei bambini, i genitori hanno un ruolo importante nel plasmare le abitudini alimentari e lo stile di vita dei loro figli. I genitori, almeno fino a quando i figli non raggiungono i 10 anni di età, possono controllare cosa, quando e quanto i loro figli mangiano. Inoltre, un genitore dovrebbe dare il buon esempio costruendo comportamenti sani:

  • 1) fare sempre la prima colazione del mattino;
  • 2) non abbuffarsi a cena e non guardare la televisione mentre si mangia;
  • 3) mangiare alimenti sani (verdura, frutta, legumi, cerali integrali, etc) con regolarità, evitando le merendine e cibi spazzatura;
  • 4) educare i figli ad usare solo l’acqua come bibita dissetante e non bibite gasate e zuccherate;
  • 5) creare occasioni continue di movimento e, se possibile inserire i figli in giochi di squadra, dove il bambino è obbligato a fare movimento con regolarità;
  • 6) ridurre il tempo trascorso davanti a TV e playstation al minimo indispensabile, una regola non negoziabile!

Queste poche regole educano i bambini ad una alimentazione più sana e ad uno stile di vita più positivo. Poi viene l’alimentazione, intesa in termini di quali alimenti preferire, quali abolire ed in che quantità assumerne.

Come si cura l’obesità: la dieta dimagrante

La dieta dimagrante deve essere sempre personalizzata e va elaborata da un nutrizionista esperto. Per prima cosa va calcolato il fabbisogno calorico del soggetto, cioè quante sono le calorie di cui necessita quel particolare soggetto obeso. Rispetto al fabbisogno calorico stimato, io sottraggo fra le 500 e le 1.300 calorie al giorno, in relazione alle caratteristiche del soggetto obeso (figura 2).

Figura 2. Esempio di dieta dimagrante in soggetto con obesità di grado III: in questo caso ho sottratto 984 calorie al giorno rispetto al fabbisogno calorico giornaliero.
Esempio di dieta dimagrante in soggetto con obesità di grado 3 Esempio di dieta dimagrante in soggetto con obesità di grado III

Se stabilisco che la dieta dimagrante di quel paziente deve contenere al massimo 1.500 calorie al giorno, dovrò stabilire anche il numero di pasti nell’arco della giornata, quante calorie dovrà contenere ciascun pasto e quali alimenti dovrò utilizzare.

Inoltre prima di impostare la dieta si deve tener conto che non vi siano particolari condizioni patologiche in atto (es. diabete, fegato grasso, ipertensione, malattie renali, etc) che richiedono speciali accorgimenti dietetici. Per esempio la dieta in presenza di fegato grasso (steatosi epatica) che io adotto nel mio studio è più ricca di proteine rispetto alla comune dieta dimagrante perché, a parità di calorie, sembra funzionare meglio.

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